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Hai mai partecipato a uno scambio giovanile?

Sai davvero come funziona?

In questa guida voglio spiegarti almeno 8 aspetti importantissimi da conoscere per partecipare a uno scambio giovanile, che poi non è una possibilità riservata solo ed esclusivamente ai… “giovani”! Ma andiamo per gradi.

LA GIOVINEZZA NON HA ETA’ – Pablo Picasso

Se segui il mio blog da un pò, probabilmente sai che esistono tutta una serie di possibilità di fare esperienze internazionali brevi. Nella guida sui corsi di formazione all’estero ti ho spiegato come e perché possibile partecipare gratuitamente a molte di queste esperienze . Si tratta di viaggi studio, seminari internazionali e, soprattutto, corsi (i cosiddetti training courses) finanziati grazie al Programma Erasmus Plus. In altre guide ho spiegato anche come preparare le candidature per partecipare a questo tipo di esperienze internazionali o come utilizzarle per avviare una carriera in ambito internazionale (come formatore, progettista ecc…).

Molti mi scrivono che, proprio grazie alla guida sui corsi di formazione all’estero, hanno scoperto l’esistenza di Salto-youth: il portale che raccoglie moltissime di queste proposte. Sono proposte che non hanno limiti d’età per i partecipanti e, nella definizione di Erasmus Plus, si chiamano “mobility for youth workers”. In effetti, sono rivolte ai cosiddetti “youth workers”, una locuzione che viene generalmente tradotta con “operatori attivi nel campo della gioventù e delle organizzazioni giovanili”. Vabé, buonanotte… meglio continuare a utilizzare “youth workers”. Se hai dubbi sul suo significato preciso, nella guida sui corsi all’estero trovi una spiegazione esaustiva.

Sebastiano, grazie di tutta questa manfrina… Ma se io non posso ancora considerarmi “youth workers” o se non sono attivo ancora in nessuna organizzazione?

Beh, in questi casi, l’ideale è partire da uno Scambio Giovanile. O, per meglio dire, uno Scambio Giovanile è l’ideale per… partire!

E cos’è esattamente uno scambio giovanile?

Uno scambio giovanile, o youth exchange per la lingua ufficiale del programma Erasmus Plus (english, obviousely!) è un incontro tra due o più gruppi di ragazzi provenienti da paesi diversi, solitamente tra i 4 e i 6, che si ritrovano tutti insieme per affrontare lo stesso tema.

“I partecipanti hanno la possibilità di scambiare idee, confrontarsi, acquisire conoscenze e coscienza di realtà sociali e culturali diverse tra loro” – dalla Guida ufficiale al Programma Erasmus Plus

Queste, a grandi linee, le finalità generali di uno scambio giovanile. Ma uno scambio giovanile, soprattutto, significa possibilità di fare esperienza e formarsi viaggiando!

Se vuoi avere un’idea “visiva” di alcune attività che si fanno in uno scambio giovanile, qui sotto puoi vedere un esempio. É il video realizzato in Italia a seguito di un progetto di scambio giovanile su un tema particolare (integrazione e immigrazione), ma gli scambi possono essere su un’infinità di temi diversi, dall’arte, all’educazione, alla musica, al sociale ecc…

Torniamo a noi. Un aspetto interessante, come ti anticipavo, è che uno scambio giovanile è rivolto a tutti i giovani, quindi non è necessario essere già uno youth worker. Insomma, non devi essere un operatore giovanile attivo. Non devi neppure essere già impegnato in ambito sociale o giovanile per parteciparvi.

Ma se si chiama scambio giovanile è perché ci sono dei limiti d’età?

Chiaramente, uno scambio giovanile è prevalentemente concentrato sui giovani, ma proprio quelli che risultano tali anche all’anagrafe. Ovvero, c’è un limite d’età di trent’anni per i partecipanti. Anzi, per essere precisi, 30 anni e 364 giorni. Insomma, non devi aver compiuto i 31 anni prima della partenza.

In alcuni scambi giovanili non è necessario nemmeno essere maggiorenni, si può partire già dai 16 anni. Insomma, qui c’è un limite d’età, certo, ma comunque si tratta di una fascia abbastanza ampia, se consideri che va dai 16 ai (quasi) 31 anni.

Quindi, se ho già compiuto 31 anni, non posso partecipare a nessuno scambio giovanile? 🙁

Diversamente dalle mobility (quelle per gli “operatori” giovanili), in uno scambio giovanile le organizzazioni partecipanti devono inviare da ogni paese, un gruppo composto da almeno 5 persone. Fra questi deve esserci un “group leader” (in alcuni progetti particolari, anche due). Il group leader è, prima di tutto, un partecipante come gli altri, coinvolto in tutte le attività dello scambio giovanile. In genere non ha delle responsabilità particolari rispetto agli altri, ma fa da riferimento per il suo gruppetto di connazionali. Una sorta di “capogruppo”.

E qual’ è la bella notizia per te?
Che, per il group leader, non ci sono limiti di età!

Quindi, anche se hai già compiuto 31 anni, potresti partecipare a uno scambio giovanile come group leader.

Si ma come faccio a partecipare come group leader?

Non esistono strategie o canali particolari. Se hai già esperienza in qualunque tipo di attività all’estero o, magari, hai una discreta esperienza di viaggio, potresti proporti direttamente a qualche ente che organizza o partecipa a scambi giovanili. Chissà che non sia anche un modo per iniziare a collaborare con qualche organizzazione o migliorare il tuo CV e aprirti qualche altra possibile opportunità di carriera. A buon intenditor… Oppure, quando ti candidi per uno scambio giovanile, puoi segnalare che saresti disponibile come group leader perché hai già 30+ anni e, magari, spieghi un po’ più con cura le tue altre motivazioni nel voler prendere parte allo scambio.

E dove trovo qualche scambio giovanile a cui potermi candidare?

Purtroppo, per gli scambi, non esiste un portale ufficiale come Salto-youth nel caso delle mobilità per gli operatori. Bisognerebbe affidarsi ai siti delle singole organizzazioni. Del resto, una delle modalità più utilizzate ultimamente per diffondere queste opportunità sono i gruppi Facebook. Chiaramente, su Facebook può girare un po’ di tutto, quindi si tratta di capire di quali informazioni ci si possa fidare. Io ti consiglio di usare molta cautela, specialmente all’inizio, rispetto alle informazioni e gli annunci di scambi postati da persone/enti che non conosci minimamente. Un gruppo da cui ti consiglio di partire è Erasmus Plus project for italians. Per la mia esperienza è un gruppo abbastanza affidabile. Nel post fissato in alto sono raccolti gli indirizzi di circa una ventina di organizzazioni, piuttosto note, che propongono scambi giovanili. Molte delle proposte di scambio giovanile postate nel gruppo provengono proprio da queste organizzazioni. É un gruppo in continua crescita e lo utilizzo spesso anch’io.

Ma quanti giorni può durare uno scambio giovanile?

Secondo le regole di Erasmus Plus, la durata di uno youth exchange può variare da un minimo di 5 a un massimo di 21 giorni. In realtà, nella stragrande maggioranza dei casi, possiamo parlare di una durata media che si è attestata negli anni: uno scambio giovanile non si discosta mai troppo dai 10 giorni complessivi. Giorno più, giorno meno. Quelli che superano i 10 giorni sono davvero pochi. Più frequenti, invece, gli scambi giovanili della durata di una settimana.

Se partecipo a uno scambio giovanile devo pagarmi il viaggio, il vitto, l’alloggio…?

No.

Il viaggio è rimborsato. Certo, entro certi limiti, che sono identici a quelli che ti ho spiegato nella guida per i corsi all’estero. Nella maggior parte dei casi ti chiederanno acquistare in anticipo i biglietti per il viaggio, però il rimborso ti arriva nel giro di qualche settimana o mese al massimo, tramite bonifico. In qualche (raro) caso si viene rimborsati anche nello stesso luogo dello scambio, direttamente dall’ente organizzatore.

Tutte le spese di vitto e alloggio sono a carico dell’ente che organizza. In pratica, la struttura in cui si dorme, si fanno le attività e si consumano i pasti sono già state stabilite e pagate. Normalmente tutte queste indicazioni sono contenute in un “infopack”, un documento informativo che viene allegato alle informazioni quando si pubblica la proposta di scambio o, al massimo, viene inviato prima della partenza.

Ok, ma io ho sentito che… 

ci sono delle quote da pagare per partecipare a uno scambio giovanile…

La maggior parte degli enti italiani sono soliti richiedere una quota di partecipazione per inviarti a uno scambio giovanile all’estero.

Sia chiaro, non trovo nulla di strano nella richiesta di un contributo. Anzi. L’ente italiano che t’invia ha una serie di “costi vivi” da sostenere. Per la diffusione delle informazioni, per le selezioni (che richiedono tempo), per gestire i rapporti con l’ente partner. Senza contare le spese amministrative, come i bonifici. L’ente italiano deve “distribuire” i rimborsi ad ogni partecipante inviato, facendo un bonifico per ognuno di loro.

Quindi, ribadisco, sono perfettamente consapevole che una sorta di contributo possa essere del tutto giustificato (anche se l’Agenzia Nazionale dei giovani, responsabile dell’attuazione di scambi e mobilità giovanili Erasmus Plus, qui ha specificato che nessun partecipante può essere escluso perché non può o non vuole pagare l’eventuale quota di partecipazione).

Dico solo che ci sono approcci anche molto differenti tra i diversi enti.

Alcuni richiedono di associarsi (se non si è già soci) e condividere la “mission” dell’organizzazione inviante. Ci sta. Parto con un determinato ente, ne condivido la mission, i valori, decido di associarmi. Magari la quota associativa, trattandosi di un ente attivo in ambito giovanile, è anche modesta. Diciamo che, tra 10 e 40 euro, si fatica davvero a pensare a un possibile introito lucrativo.

Tutt’altro è, secondo me, richiedere ai partecipanti quote di 90, 100 o anche 150 euro ad ogni partenza! Eh, si. Sempre più enti richiedono cifre di questo tipo, anche solo per “inviarti” a uno scambio. Ti basterà una veloce ricerca su internet per avere conferma di queste cifre.

Certo non è una tragedia spendere tali cifre per uno scambio di una settimana. Io stesso l’ho fatto più volte e ne sono contento. Però, se si può evitare di spendere queste cifre, perché non farlo? Del resto, come tutti gli altri programmi europei, anche Erasmus Plus è reso possibile grazie al fatto che noi tutti paghiamo le tasse!

Per partecipare a scambi “economici”, come ti dicevo, devi iniziare a cercare informazioni su enti magari meno conosciuti, ma comunque affidabili.

Un’altra possibilità, invece, è avviare una tua organizzazione per agire direttamente come ente partner dei progetti (senza spendere neppure un euro)! Se t’interessa valutare questa strada, trovi tutto quello che ti serve sapere nel mio manuale Parti quando vuoi

Spero di esserti stato utile.

Non mi resta che augurarti buoni scambi giovanili in giro per l’europa e per il mondo!

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