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Cosa puoi fare (davvero) con una Laurea in Antropologia (o altre Scienze Sociali)?

Se stai aspettando che i tuoi professori universitari ti consegnino un lavoro ben pagato, questo non accadrà.

– Alex Golub, docente di Antropologia alla University of Hawai‘i at Mānoa

Cosa si può fare realmente, quali lavori si possono svolgere, con una laurea in Antropologia o in altre scienze sociali?

Sempre più spesso ricevo domande simili, specialmente dopo aver pubblicato un articolo sulle strategie per una carriera in ambito antropologico e/o sociale. Le principali richieste di consigli riguardano se e quale corso di laurea scegliere e, soprattutto, come iniziare una carriera professionale.

Si tratta di una domanda da un milione di dollari. Me la sono fatta migliaia di volte durante il percorso (abbastanza atipico) che mi ha portato a diventare antropologo.

Ora, finalmente, ho la risposta! Per questo voglio parlarti dei:

cinque lavori che sicuramente potrai svolgere con una laurea in Antropologia

…Ci sei cascato? Magari fosse così facile! Usando una tipica espressione da antropologo, potremmo dire che “la questione è molto più complessa”.

Qualche tempo fa, leggendo un post di Alex Golub su Savagemind, facevo delle considerazioni sull’argomento.

In quel post, il docente di Antropologia all’università hawaiana, fa notare un aspetto interessante:

negli Stati Uniti pare che la corrispondenza tra laurea e tipo di occupazione sia molto bassa per l’Antropologia, ma anche per la maggior parte delle altre lauree!

Mi sono chiesto allora se, anche in Italia,

esiste una correlazione tra laurea in Antropologia (o altre Scienze Sociali) e tipo di occupazione?

E ci si potrebbe porre la stessa domanda sulla maggior parte delle altre lauree.

Negli Stati Uniti, il portale Hamilton Project raccoglie e organizza un’infinità di dati rappresentativi per il paese. Tra questi, ci sono quelli legati alla diffusione delle diverse occupazioni in base al settore di studi. In questa pagina è possibile vedere direttamente i lavori più comuni per i laureati di ogni ambito.

Selezionando “Anthropology and Archeology”, si ottiene questo risultato.

Lavori più comuni antropologo USA

Il grafico organizza le occupazioni in base al reddito. Ma l’aspetto che m’interessa farti notare è quanto diverse siano le occupazioni di chi ha una laurea in questo campo.

Solo il 6,5% dei laureati in questo settore fa lo stesso lavoro, cioè l’insegnante in quelle che corrispondono alle nostre scuole superiori.

Il 4,8%, sempre insegnanti, ma nelle scuole elementari e medie.

Il 4,1% sono classificati sotto la categoria “altri manager” e il 3,8% sono impegnati nell’ambito del diritto (avvocati, giudici, magistrati ecc..).

Queste 4 occupazioni più comuni, già abbastanza diverse tra loro, rappresentano appena il 19,2% dei laureati in questo campo.

Ciò significa che il restante 80,8% fa tutta una serie di altri lavori ancora più diversificati.

È un po’ come dire che, con una laurea in antropologia, puoi ritrovarti a fare qualsiasi cosa. Insomma, stando a questi dati, secondo Golub

una laurea in antropologia non ti “abilita” a nessun lavoro in particolare negli Stati Uniti.

Se non, forse, a quello di professore di antropologia (specialmente a scuola).

E in Italia?

Beh, la prima brutta notizia l’avrai forse intuita…

Il lavoro più diffuso per i laureati in antropologia negli Stati Uniti, cioè il prof di antropologia nelle scuole superiori, in Italia, praticamente non esiste!

Non mi dilungo su questa questione. Meriterebbe una discussione a parte. Sappi solo che, nelle scuole superiori italiane, l’antropologia è assente, se non in un particolare corso di studi: il Liceo delle Scienze Sociali.

C’è un paradosso, però. Allo stato attuale, una laurea in antropologia non ti permette di insegnare antropologia neppure in questo corso di studi! Sebbene sia consentito farlo con lauree in altre materie.

L’unica altra possibilità nel campo dell’insegnamento pubblico sarebbe quello universitario, ma ti ho già spiegato in questo articolo le possibilità che questo avvenga, considerando il rapporto tra laureati e “spazio” per l’antropologia in ambito accademico.

Quali sono, allora, le occupazioni principali che svolge chi ha una laurea in antropologia in Italia?

Non è possibile capirlo. Per lo meno, non abbiamo dei dati paragonabili a quelli di Hamilton Project per gli Stati Uniti. Non sarebbe neppure tanto scientifico farlo…

Ok, smetto di fare l’antropologo stacanovista e ti dico cosa penso davvero.

Non ho travato dati sulle occupazioni effettivamente ricoperte da i laureati. Però, cercando nel sito AlmaLaurea, ho isolato una serie di altri dati che permettono di fare delle considerazioni su questo aspetto.

Ho provato prima a mettere insieme qualcosa di “omogeneo” rispetto ai laureati triennali in ambito antropologico. Niente da fare. Non sono riuscito a venire a capo di dati abbastanza omogenei. Nelle 43 classi di laurea triennali dell’ordinamento italiano non c’è n’è una specifica sull’antropologia.

L’unica soluzione è stata concentrarmi sui dati delle lauree magistrali, dov’è prevista una Classe di Laurea in Antropologia Culturale ed Etnologia. Le Lauree Magistrali (LM) sono classificate in ordine alfabetico, per questo la Classe di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia è la L.M.01. Ecco quelle attive negli atenei italiani nel 2018:

Classi Laurea Antropologia

p.s.: sono da aggiungere anche gli atenei di Perugia e Bologna che sono assenti nella lista

Ok. Stendiamo un velo pietoso sul fatto che al Sud, fatta eccezione per Palermo, specializzarsi in Antropologia è sinonimo di emigrare al nord. Andiamo avanti… (P.S.: C’è anche una magistrale al Sud come mi hanno fatto notare nei commenti sotto: è una laurea Interclasse Antropologia+. Geografia)

Impostando una ricerca per LM01 come questa  nel sito di AlmaLaurea, si ottengono tutti i risultati che puoi vedere in nel documento pdf. Come puoi notare, ci sono molti dati sulla condizione occupazionale dei Laureati Magistrali in Antropologia. Ad uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

Non ci sono dati sulle principali occupazioni svolte, come nel caso degli Stati Uniti. C’è, però, una tabella sul ramo di attività.

Mostra in che percentuale i laureti in antropologia sono occupati nei diversi settori.

Ramo Attività Laurea Antropologia

Prendiamo in considerazione i dati più indicativi, quelli degli occupati a 5 anni dalla laurea.

Il 20% di chi ha una laurea in antropologia è occupato nell’ambito dell’Istruzione e formazione.

Ma ci sono percentuali significative in quasi tutti gli altri settori.

Ad esempio, il 12,6% nel Commercio e il 9,5% in Trasporti, pubblicità, comunicazioni.

Intorno al 5% circa, poi, troviamo ben tre diversi settori: Consulenze varie, Pubblica Amministrazione e Forze Armate, Altri servizi alle imprese.

Avrai sicuramente notato l’ultima categoria, quella generale degli Altri servizi. Questa include “servizi ricreativi, culturali e sportivi” e “altri servizi sociali, personali” (insomma, un “bbo’ de tutto”!) e rappresenta il 27,4%.

Praticamente, dopo 5 anni dal conseguimento del titolo magistrale, 

chi ha una laurea in antropologia ha buone possibilità di trovarsi occupato in un qualunque settore del terziario.

Addirittura, sommando Industria e Agricoltura, abbiamo un 6,9% di occupati anche nei cosiddetti settori Primario e Secondario!

Difficile, con questi dati, pensare a una situazione molto diversa dagli Stati Uniti. Neppure in Italia una laurea in antropologia sembra abilitare a qualche professione in particolare.

Certo, nei dati AlmaLaurea non abbiamo le professioni effettivamente svolte (come per i dati degli Stati Uniti). Ma a giudicare dalla varietà e quantità dei settori di occupazione,

anche in Italia la “corrispondenza” tra laurea e occupazione pare essere molto bassa per l’Antropologia.

Ti ricordo, poi, che qui parliamo di Lauree Magistrali, che dovrebbero essere più “professionalizzanti” (hanno sostituito le vecchie Lauree “Specialistiche”!). I dati Hamilton Project degli Stati Uniti, invece, sono basati sulle “majors” (o “undergratuades”) equiparabili, piuttosto, ad una laurea triennale italiana.

Pensi che la poca corrispondenza tra laurea in antropologia e occupazione sia un caso isolato?

Ho provato a guardare su AlmaLaurea gli stessi dati per molte altre lauree magistrali. Beh, ti assicuro che la situazione non cambia molto. In pochissimi casi le occupazioni si concentrano significativamente su un settore in particolare. Lo avevo già accennato per gli Stati Uniti. A giudicare da questi dati, credo sia difficile smentirlo anche per le lauree magistrali italiane:

la corrispondenza laurea/occupazione è molto bassa per la maggior parte delle altre magistrali, non solo per la laurea in antropologia.

Grazie Sebastiano, adesso si che mi è venuta la depressione!

Perdonami, volevo essere il più possibile diretto e onesto. Del resto, uno dei compiti principali dell’antropologia e delle altre scienze sociali è comprendere la realtà. E la realtà dell’istruzione universitaria, al momento, è questa (secondo me).

La “bufala”, invece, è il persistere di una visione professionale dell’istruzione universitaria.

Hai presente le sezioni “sbocchi professionali” nelle descrizioni di tutti i corsi di laurea? Beh, sfido chiunque a dirmi in quanti casi hanno una reale attinenza con la realtà. Comunque, al tema degli sbocchi professionali ho dedicato un altro articolo.

Per il momento, se vuoi un mio consiglio spassionato,

smettila di pensare all’istruzione universitaria come “professionale” (almeno nella gran parte dei casi).

Anzi,

smetti proprio di porti la domanda “Cosa posso fare con una laurea in antropologia (o in sociologia e in molti altri ambiti)?”

Ragionare così scoraggia la tua immaginazione. Ti spinge a immaginare il tuo futuro come una lista di possibili occupazioni. Ti fa pensare ad un limitato numero di ruoli professionali. Ruoli che, nella realtà, sempre più difficilmente ti capiterà di ricoprire. Difficilmente incoraggerai molto l’immaginazione. E, ti assicuro, immaginazione te ne servirà un bel po’.

Perché potrai trovarti a fare lavori che fino a poco fa non esistevano neppure o che, addirittura, ancora non esistono. Potrai trovarti a fare mille cose diverse. Potrai andare in confusione, perché non sarà facile mantenere un filo conduttore. Ma è su questo che ti consiglio di concentrare le tue domande, su un filo conduttore, che per me consiste nel:

pensare a qualcosa che tu voglia realmente fare.

Un tuo progetto, un tuo percorso personale, particolare, unico… Capire cosa ti appassiona davvero, cosa vuoi fare davvero nella vita, per poi trovare il tuo modo di realizzarlo (piuttosto che “scegliere” fra una lista di possibili occupazioni).

È in questo che l’antropologia, e gli altri studi universitari, ti potranno essere d’aiuto.

Nella realtà, la laurea in antropologia o in altre scienze sociali, difficilmente ti consegnerà lo “sbocco professionale promesso”.

Ma puoi sfruttarla per capire cosa ti appassiona veramente e sviluppare al massimo la tua “immaginazione”.

L’immaginazione è più importante della conoscenza.

La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’evoluzione.

– Albert Einstein

Personalmente, se dal 2004 lavoro ininterrottamente in ambito antropologico e sociale, lo devo soprattutto a questa immaginazione. Senza questa immaginazione, forse starei ancora aspettando l’ennesima borsa di studio, assegno di ricerca, concorso… per un futuro da Prof universitario che, probabilmente, non sarebbe mai arrivato. O forse sì, magari verso i 50 anni!

Invece, credo di essermi tolto un bel po’ di soddisfazioni (lavorative e non).

Compresa quella rappresentata dal fatto che tu abbia appena letto un mio articolo!

A proposito, grazie mille.

Fammi sapere cosa ne pensi o raccontami la tua esperienza nei commenti qui sotto.

P.S.: Se ti sembra utile, CONDIVIDI L’ARTICOLO con i social che preferisci.

 

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