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Come migliorare il tuo C.V. per trovare lavoro dopo il Servizio Civile?

Se stai facendo il Servizio Civile, l’hai concluso da poco, o magari pensi di farlo, ti starai probabilmente chiedendo quanto e se questa esperienza avrà influenza sul tuo curriculum vitae. Ovvero, che conseguenze avrà sulla tua ricerca di lavoro, ti aiuterà a trovare lavoro più facilmente?

Certo, un anno di servizio civile ti insegna molto e può farti acquisire o migliorare diverse competenze. Inoltre, forse per le prime volte, ti fa entrare in contatto diretto col mondo del lavoro, specialmente del lavoro in ambito pubblico o in enti non profit. Quindi, un aspetto importante, è capire come valorizzare e comunicare queste competenze. In effetti, il solo “attestato di fine servizio” certamente non può, da solo, rappresentare una svolta per la futura carriera lavorativa.

Dato che, sempre più spesso, i ragazzi in servizio mi chiedono di approfondire questo aspetto, ho deciso di scrivere un articolo per suggerirti come muoverti al meglio. Voglio darti dei consigli in base alla mia esperienza personale, dopo il Servizio Civile che ho svolto in Burundi (nell’ormai lontano 2006!) e all’esperienza di migliaia di altri giovani che ho raccolto dal 2008, quando ho iniziato a fare ricerca e formazione sul Servizio Civile. Ok, partiamo allora col primo consiglio.

1. Relativizza!

Innanzitutto, non partire col porti le solite domande che prevedono una risposta definitiva. Quelle domande come, ad esempio:

Ma il c.v. deve essere al massimo di 3 pagine?

La foto va sempre inserita?

Il formato europeo è obbligatorio, vero?

Ma se non fai la lettera di presentazione non lo legge nessuno?

Potrei fare altri mille esempi di domande che sono diventate “legende metropolitane” su cosa è giusto e cosa è sbagliato inserire in un C.V.

La verità è che occorre RELATIVIZZARE. Nessuna di queste e altre simili domande ha una risposta univoca. Dipende sempre da una serie di fattori e, se vuoi giocarti bene le tue carte, devi essere pronto a conoscerne il più possibile, ma senza pensare mai a soluzioni definitive e a regole universalmente valide, tanto per il C.V. quanto per il comportamento da tenere durante i colloqui (che vedremo in particolare in un prossimo articolo). Quindi, ci siamo capiti… prima di tutto: prova a pensare un po’ fuori dagli schemi. Ecco, questo video ti aiuterà sicuramente a entrare un po’ in quest’ottica:

Passiamo subito al secondo consiglio:

2. Informati sulle “regole” da seguire, ma…non seguirle alla lettera!

 Ora, il primo passo concreto che ti consiglio di fare è prendere in mano il tuo attuale CV (perché ne hai già uno, vero??). Guardalo con calma e prova a rispondere almeno a queste 2 domande:

Come l’hai “costruito”?

Cioè: da cosa sei partito per costruirlo? Hai fatto qualche riflessione particolare prima oppure si tratta del primo CV che hai scritto senza pensarci troppo e hai aggiunto via via qualcosa su quella “prima traccia”?

Quali sono i tuoi dubbi maggiori su questo CV?

Hai provato a “mandarlo in giro”? Sinceramente, quante risposte hai ricevuto, quanti contatti? Se ti sembrano pochi, cerca di evidenziare tutte le parti/parole/frasi/ che ti convincono poco o ti sembrano migliorabili e organizzale in un elenco numerato su un foglio a parte, che conserverai accuratamente.

A questo punto prova a pensare cosa ti consiglierebbero i “selezionatori” professionisti. Questo ti servirà a iniziare a correggere e/o migliorare le parti che hai inserito nell’elenco. Ah, giusto: come fai a sapere cosa pensano i selezionatori? Ecco, ad esempio, i consigli di una tra le più note agenzie di lavoro italiane a proposito di come scrivere il tuo CV:

Questa “analisi” del curriculum che hai iniziato a fare, puoi farla anche della cosiddetta “lettera di presentazione”. A proposito, vediamo subito anche quali sono i principali consigli a riguardo:

Bene, forse sarai riuscito a capire se e come correggere qualcosa. Se si, ti consiglio di farlo subito. Non aspettare domani. Sistemare il C.V. solo quando capita un’occasione o 5 minuti prima di candidarti per una nuova posizione è proprio una delle strategie che devi cercare di abbandonare, se vuoi migliorare i tuoi risultati. Ma ricordati di relativizzare. Se non ti sembrano adatti alla tua situazione o a una specifica candidatura, non seguire alla lettera i consigli di questi video.

L’importante è sapere cosa normalmente i selezionatori si aspettano, poi sta a te… stupirli positivamente con qualche tocco di originalità! Sempre se ti sembra opportuno. Ma passiamo ora al terzo consiglio.

3. Francesca Rossi. Tuttologa.

Il tuo obiettivo sarà quello di non uniformarti a tutti gli standard. Non dovrai “partorire” uno dei tanti C.V. che resterà su una scrivania per mesi, ma provare ad aggiungere qualcosa di diverso per catturare l’attenzione del selettore fin da subito. Come fare? Beh, ci possono essere mille modi. Partiamo da una strategia che non viene utilizzata quasi mai. Hai mai pensato di scrivere, nella prima parte del CV, accanto al solito Nome, Cognome, Indirizzo ecc.., il tuo ruolo? Si, il tuo ruolo professionale, la tua figura lavorativa o, se vuoi, la tua occupazione desiderata.

Probabilmente potresti essere assalito da dubbi come: ma il mio ruolo è difficile da definire, ma se poi stanno cercando una figura diversa…,  se mi candido al supermercato non posso certo scrivere ‘Francesca Rossi, Educatrice Professionale’, anche se io voglio fare l’educatrice… Ok, calma. Anche qui, torniamo a relativizzare. Questa strategia non sarà sempre utile e applicabile e starà a te valutare caso per caso. Io ti invito a considerarla come un’opzione da utilizzare tutte le volte che ti sembra il caso di farlo. Prova a pensare quanti, dei tanti C.V. sulla scrivania del selettore di turno, avranno scritto subito nell’intestazione un ruolo professionale o l’occupazione desiderata. Pochissimi, credimi. E quali saranno, secondo te, quelli che colpiranno maggiormente l’attenzione del selettore?

È una piccola differenza che… può fare la differenza! Magari il tuo C.V. è il migliore per la posizione offerta, ma non attira l’attenzione del selezionatore solo perché, già dall’intestazione, sembra identico a mille altri. Ed eccoci giunti, così, al quarto consiglio.

4. Il passo più importante

Hai capito, quindi, che devi puntare a “differenziarti”, anche se in maniera sobria e opportuna. Prima, però, soprattutto se hai trovato difficoltà al pensiero di individuare un tuo ruolo da inserire in cima al C.V., ti invito a fare un importante passo preliminare. Ovvero, seleziona prima di farti selezionare!

In che senso? Cerca di capire bene quali sono le esperienze e le competenze che vuoi mettere maggiormente in evidenza. Prova a capire meglio cosa effettivamente sai fare e ciò che veramente ti piacerebbe fare. Seleziona poi  le tue esperienze più significative a riguardo. Per aiutarti, inizia a pensare già a un eventuale colloquio e chiediti quale delle tue esperienze precedenti ti piacerebbe raccontare di più. Quindi rivedi il tuo C.V. ed inserisci e valorizza soprattutto quelle. Se non hai mai fatto uno sforzo di questo tipo, ti consiglio di leggere attentamente l’ultima parte dell’articolo. Intanto, giusto per farmi capire se ti stanno sembrando utili questi consigli, ti andrebbe di condividere con uno dei pulsanti che preferisci? Grazie mille.

Torniamo a noi. Soprattutto se hai svolto o stai svolgendo il Servizio Civile, avrai maturato o accresciuto molte competenze che possono essere utili in diversi ambiti lavorativi. Sforzati di metterle nero su bianco, così da avere una maggiore consapevolezza di quello che sai realmente fare. Questo ti permetterà di avere le idee più chiare, di scegliere meglio le posizioni a cui candidarti (senza “spammare” il mondo del lavoro di tuoi curricula!) e di mostrarti più tranquillo e sicuro anche al tuo prossimo colloquio. Ognuno di noi sviluppa maggiormente delle competenze piuttosto che altre. Dipende da mille fattori. Ovviamente, esperienze come il Servizio Civile, tendono a far sviluppare delle competenze “trasversali”. Quei tipi di competenze che possono essere utili in diversi ambiti.

Nel caso del Servizio Civile (come anche per un lungo impegno nel volontariato, uno stage o un lavoro in un ambito sociale, culturale o ambientale), consiglio di partire dalle cosiddette competenze chiave di cittadinanza. Sono 8. Non devi necessariamente riflettere su tutte. Scegli quelle che ritieni veramente importanti per te. Individua quelle che ti si adattano meglio, in base alla loro definizione:

LE OTTO COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA
  1. Imparare ad imparare: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.
  1. Progettare: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti.
  1. Comunicare: • comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante differenti supporti (cartacei, informatici e multimediali); • rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme, procedure, atteggiamenti, stati d’animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e differenti conoscenze disciplinari, mediante vari supporti (cartacei, informatici e multimediali).
  1. Collaborare e partecipare: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri.
  1. Agire in modo autonomo e responsabile: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni, riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità.
  1. Risolvere problemi: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle diverse discipline.
  1. Individuare collegamenti e relazioni: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica.
  1. Acquisire ed interpretare l’informazione: acquisire ed interpretare criticamente l’informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l’attendibilità e l’utilità, distinguendo fatti e opinioni.

Potresti avere la sensazione che le Competenze Chiave siano scritte in un modo astratto. Il loro ruolo è quello di ricoprire una quantità enorme di esperienze diverse e di apprendimenti di e da parte di persone, culture e background diversi. Prova ad adattarle alla tua situazione e vedrai che riuscirai a descrivere la tua situazione concreta. Rifletti sulle tue competenze e i tuoi obiettivi di lavoro attraverso gli “occhiali” delle Competenze Chiave e comincia a scrivere. Dove? Beh… non volevi che ti lasciassi il “compitino” per casa?

Ti ho preparato una SCHEDA per facilitarti il lavoro. Ti basta inserire la tua mail nel form qui sotto per scaricarla subito:

Dopo averla scaricata, aprila e prova subito ad iniziare a compilarla, in questo modo:

Rileggi attentamente la descrizione delle competenze chiave.

Stampa la pagina con la griglia vuota.

Scrivi poche e semplici frasi nel box corrispondente ad ogni competenza. Scrivi in un modo aperto e descrittivo, considerala una possibilità concreta per presentare te e le tue competenze nel miglior modo possibile.

Sii concreto. Utilizza frasi brevi e chiare e confronta con qualcuno ciò che hai formulato, per capire se è chiaro e comprensibile per gli altri.

Se non sai come cominciare, prova con frasi che incominciano con:

– Rispetto a questa competenza…Ho scoperto che…….

Oppure: Ho imparato…..

– Ho fiducia ….

– Ho fatto progressi ….

– Sono capace ….

– Ora so come ….

– Ho sviluppato….

– Ora ho una visione più chiara…..

– In futuro voglio sviluppare ulteriormente…

Conserva il foglio compilato e riprendilo di tanto in tanto per capire come le tue competenze stanno evolvendo. Rifarlo a distanza di qualche mese (ad esempio, all’inizio e poi alla fine del Servizio Civile) ti aiuterà ad avere maggiore consapevolezza di come e in cosa sei migliorato.

Se senti di averlo fatto bene e ti sembra il caso, puoi compilare la scheda in un file.

Ed ora? La alleghiamo al CV??

Chi dice che non possiamo allegarla al C.V. o alla lettera di presentazione? Se abbiamo un curriculum non lunghissimo e se non ci sono preclusioni particolari, il selettore non andrà certo in crisi per una pagina in più.

Ma quanti gli avranno inviato una griglia di competenze descritte in maniera breve e concisa?

Non ti sembra un altro modo per differenziarsi e far capire al selezionatore che, con noi, non sta perdendo tempo perché… abbiamo le idee chiare?!

Credo che in molti contesti di lavoro, specialmente in ambito sociale, educativo, culturale e creativo, possa essere apprezzato. Se non hai ottenuto risultati particolari con i metodi che hai provato fino a ieri, perché non provarci?

Ricapitolando:

– Relativizza! E smettila di pensare a ricette “assolute” e sempre valide.

– Apprendi i consigli dei selezionatori, ma trova il modo di “stupirli”.

– Prova a individuare un tuo ruolo, la tua figura lavorativa o la tua occupazione desiderata.

– Rifletti sulle tue competenze e decidi quali valorizzare maggiormente: se vuoi differenziarti ed emergere dalle pile di C.V. per trovare lavoro velocemente, non puoi improvvisare!

Se questo articolo ti è stato utile ti chiedo solo di farmi sapere, nei commenti qui sotto,

cosa ne pensi,

se hai utilizzato la scheda,

se l’hai allegata a qualche C.V. e com’è andata (ho impostato il controllo delle parole offensive !!)

Nel prossimo articolo su questo tema, ti mostro una serie di strumenti e strategie per differenziarsi e rendersi visibili sul web, che ancora pochissimi utilizzano. Vai a leggerlo subito! Ovviamente ti mostrerò anche il seguito del colloquio di Will Smith che abbiamo visto all’inizio! Ciao!

Ah, sai che, più condividi questo articolo, più mi viene voglia di scriverne altri per darti nuovi consigli?

Ok, ora lo sai.

A presto.

Sebastiano

P.S.: Vuoi un servizio di consulenza personalizzato su come migliorare il tuo Curriculum? Guarda qui…

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